
L’Italia è ormai da troppo tempo ridotta a una colonia, mera esecutrice di ordini provenienti dall’esterno.
L’Unione Europea si è rivelata per quel che è, un sistema che ha impoverito i popoli gonfiando sistematicamente i loschi profitti di quei pochi che controllano direttamente e indirettamente ogni organo di potere esistente.
Gli oligarchi e quelli che in chiave odierna potrebbero essere i vassalli a marchio “UE” fingono di voler promuovere la pace, l’uguaglianza e la democrazia, si presentano a noi come innocui agnellini, ma dentro sono bestie feroci.
Per non andare troppo lontano nel tempo, basta ricordare cosa è successo in Grecia qualche anno fa, un esempio che rappresenta “il più grande successo dell’euro (cit. Mario Monti)”.
L’Unione Europea nasce, a questo punto, come un organismo pensato per impoverire i paesi del Sud a vantaggio di altri e di organizzazioni sovranazionali che accumulano profitti immensi a scapito delle fasce più deboli.
La finta alternanza tra destra e sinistra, con una destra presuntamente sovranista e una sinistra che strizza l’occhio alle banche mentre tradisce le classi lavoratrici, gioca un ruolo fondamentale per questi potenti.
Illudono l’elettorato con l’apparenza di una democrazia e di uno scontro dialettico, ma in realtà sono facce della stessa medaglia, servi di un unico padrone.
L’articolo 32 della Costituzione italiana recita:
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.”


Purtroppo, nulla di tutto ciò è stato rispettato.
A Nardò, abbiamo una prova concreta. La volontà di non parlare del nostro ospedale, ormai inattivo, non è casuale; dovete abituarvici, perchè gli è stato permesso. La finta diatriba tra la presunta destra e la presunta sinistra è funzionale agli interessi di chi governa dall’alto.
Il modello culturale attuale, che divinizza il denaro come unico scopo della vita, ha corrotto gli animi e ha trattato la nostra Repubblica come un’azienda, con l’euro come Metodo di governo. Riflettendo su quanto scritto sopra, chi ricorda il passaggio dalle vecchie USL (Unità Sanitarie Locali) alle attuali ASL (Aziende Sanitarie Locali)? Un passaggio che ha preparato il terreno per il colpo di grazia al nostro sistema sanitario nazionale. Dobbiamo iniziare a costruire oggi, perché questo è il momento più adatto, una nuova politica, una politica che torni a occuparsi della polis, agendo concretamente sul piano economico e sociale.
Una politica che faccia gli interessi della collettività, che restituisca sovranità al popolo, che rispetti la dignità dei propri concittadini. Non possiamo più aspettare, riprendiamoci le chiavi di casa.
Gabriele Calignano, studente in Sociologia del Crimine